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Schiavitù è una storia inventata, basata sui sogni e sui rapporti tra le persone, ma che ha per scenario una storia vera.
Il 24 gennaio 2008 i Carabinieri del reparto operativo di Torino effettuarono un’irruzione in uno stabilimento, formalmente chiuso da anni per una situazione di crisi, di proprietà di una nota famiglia di imprenditori imparentati anche con un altissimo politico internazionale ed affittato con un contratto intestato ad una ragazza romena minorenne.
Vi trovarono reclusi decine di schiavi impegnati in lavorazioni pericolose, intimiditi, pestati a sangue e addirittura torturati da dei kapò.
L'indagine era nata da una segnalazione della guardia di finanza insospettita da acquisti di materiali a prezzi esageratamente sotto alle quotazioni di mercato effettuati da alcune aziende metallurgiche i cui titolari sono poi stati denunciati per ricettazione.
Gli stessi Carabinieri che parteciparono all’operazione hanno affermato che, per l’efferatezza e per il livello delle persone coinvolte, l’evidenza aveva di gran lunga superato qualsiasi possibile immaginazione; hanno usato più volte la parola “inferno” nei rapporti per descrivere ciò che hanno scoperto.
Schiavitù è un romanzo di Silvio valpreda