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TACERE è la storia di un uomo, una persona di discreto successo, con una bella fidanzata, un ottimo impiego, che proviene da una famiglia agiata, ma che sta attraversando un momento di crisi. Vorrebbe avere un figlio ma la sua compagna, all’inizio di una carriera aperta, non si sente pronta a dargli.
Allora lui parte, da solo, per un viaggio, una semplice vacanza, e si imbatte in un omicidio irrisolto. Nonostante che lui sia proprio laureato in criminologia e che quello possa essere l’unico “caso” che gli sia dato di affrontare nella vita, alla fine la questione sarà non quella di trovare il colpevole ma di trovare la soluzione più giusta per tutti. Per l’assassino, per il morto, per colui che diverrà capro espiatorio e, soprattutto, per sé stesso.
Ma TACERE è in realtà anche la storia di un luogo, e dei suoi abitanti. Un minuscolo villaggio all’estremità di una lingua di sabbia. Un microcosmo isolato dove si ritrovano personaggi di varie nazionalità e differenti condizioni sociali. Persone che sono finite laggiù per caso o per scelta. Militari introversi, pescatori ingenui, anziane attrici, uomini e donne che cercano, in quel luogo isolato protezione da una vita troppo difficile e dura per loro. Ma anche chi, da sempre vivendo lì, cerca di tirare avanti con piccole attività o cercando di darsi una possibilità con il narcotraffico.
TACERE è una storia inventata ma tutti i personaggi ed il villaggio sono veri.
Punta Allen, alla fine di quaranta chilometri di pista sabbiosa, sospeso tra il mar dei Caraibi ed una laguna piena di insetti e leggende, non solo è un luogo avulso dal resto del mondo ma è luogo di incontro e di interazione di persone che normalmente trascorrono la vita senza alcun contatto.
Nell’unico bar ristorante di Punta Allen siedono accanto ricchi turisti e pescatori, militari e scrittori, vagabondi e borghesi in crisi.
E poi ci sono le storie che ho raccolto vivendo lì, storie che parlano di Miami e della dittatura cilena, dei tempi dei pirati e di amori omosessuali, di città di confine inquinate e violente e di pescatori figli di schiavi africani.
Storie di colpevoli che è più giusto lasciare in libertà e di innocenti per i quali sarebbe una punizione maggiore essere scarcerati.
Tacendo, infine.
TACERE è un romanzo di Silvio Valpreda, pubblicato dalle edizioni Il Molo nel 2007